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Visualizzazione dei post da marzo 1, 2015

SCHNEIDER, TELEPERFORMANCE E TRIBUTI ITALIA

LAZIO SCHNEIDER ELECTRIC Numero di lavoratori: 450 Lavoratori a rischio: 30 Con 2800 dipendenti in tutta Italia, la Schneider Electric è sempre al centro dell’attenzione del mondo del lavoro. L’azienda va bene, ma nello stabilimento di Rieti più di 180 dipendenti restano a turno a casa in cassa integrazione, per due giorni alla settimana. Le parti sociali sono in attesa di un piano per lo sviluppo. LAZIO TELEPERFORMANCE Numero di lavoratori: 3.000 Lavoratori a rischio: 900 Per quasi 900 dipendenti, divisi sugli stabilimenti di Roma e Taranto, a inizio 2012 è stata prorogata per un altro anno la cassa integrazione. Oggi una parte di loro lavora a rotazione, altri sono invece in train on the job (ovvero seguono percorsi di formazione specializzata) con una cassa integrazione a zero ore. Le prospettive non sono rosee, dal momento che da tempo l’azienda non riesce ad aggiudicarsi commesse per grandi numeri. LAZIO TRIBUTI ITALIA Numero di lavoratori: 700 Lavoratori a rischio: 700 L’aziend…

EVOTAPE, IDEAL STANDARD, LIGHTING, NEXANS

LAZIO EVOTAPE Numero di lavoratori: 280 Lavoratori a rischio: 280 E’ a rischio il destino dei 280 lavoratori dell’azienda (divisi nei due stabilimenti situati in Piemonte e in Lazio). Nel dicembre 2010 la messa in liquidazione, poi le prospettive di rilancio con la costituzione della società evolution 131 che aveva ottenuto finanziamenti dal Fondo Monetario Internazionale per il rilancio del sito. Ad oggi però , malgrado le promesse, il sito non è ancora tornato operativo. LAZIO IDEAL STANDARD Numero di lavoratori: 1.750 Lavoratori a rischio: 500 In tutti gli stabilimenti della Ideal Standard a Brescia, Orcenico e Trichiana, i dipendenti sono in contratto di solidarietà scaduto a fine 2011. Nessuno dei lavoratori è stato licenziato. Non c’è ancora un accordo con le parti sociali sul futuro dell’azienda. LAZIO LIGHTING ITALIA Numero di lavoratori: 54 Lavoratori a rischio: 54 La Lighting è una società francese. Il tavolo con il ministero dello sviluppo si è riunito una sola volta a mag…

CINECITTà E CORDEN PHARMA

LAZIO CINECITTA' Numero di lavoratori: 140 Lavoratori a rischio: 0 Il tavolo di crisi col ministero dello sviluppo, per Cinecittà, è stato di fatto superato. In questo momento le organizzazioni sindacali sono in attesa di un incontro con il ministro e il direttore generale del ministero della cultura perché venga confermato l’accordo siglato con le parti sociali. Per 90 lavoratori è prevista la riassunzione nella nuova srl con il mantenimento delle qualifiche professionali e dell’esperienza costruita negli anni. I settori sono principalmente quelli dell’archivistica, della promozione e della documentaristica. I restanti venti dipendenti di Cinecittà saranno invece assorbiti all’interno del ministero. LAZIO CORDEN PHARMA (ex Bristol) Numero di lavoratori: 1.500 Lavoratori a rischio: 100 La crisi investe due stabilimenti. Uno a Caponago in Lombardia, l’altro a Latina, rilevato lo scorso anno dalla Bristol. Nel primo caso, dove le difficoltà sono cominicate a seguito della perdita d…

ALSTOM E CENTRO SVILUPPO MATERIALI

LAZIO ALSTOM Numero di lavoratori: 180 Lavoratori a rischio: 110 Il tavolo con il ministero dello sviluppo, dopo esser stato aperto per anni, ormai è chiuso, dal momento che nessuna delle possibilità individuate è stata ritenuta percorribile. I dipendenti, circa 150, sono ora al primo anno di cassa integrazione. Grazie a un accordo aziendale per due anni la società garantirà la differenza perché gli operai ricevano lo stipendio integrale. Dopodichè entreranno in mobilità. Alla Alstom, che produceva componenti per le ferrovie, lavoravano maestranze altamente specializzate: gli ex dipendenti, tutti abbastanza giovani, una volta usciti hanno dato spesso avvio a piccole imprese artigiane. LAZIO CENTRO SVILUPPO MATERIALI Numero di lavoratori: 300 Lavoratori a rischio: 40 La vertenza del Centro Sviluppo Materiali sembra essere finita, o almeno, le prospettive sono abbastanza rosee. Dopo un periodo di crisi, per cui alcuni dipendenti erano entrati in cassa integrazione, l'azienda è rius…

AGILE E ALCATEL

LAZIO AGILE ex Eutelia Numero di lavoratori: 1.900 Lavoratori a rischio: 1.500 Sembrava non esserci via di uscita per i 2000 lavoratori Agile ex Eutelia, da diversi anni in cassa integrazione. A gennaio 2012 è stato però sottoscritto un accordo al ministero dello Sviluppo Economico che sancisce il passaggio dei lavoratori a TBS Group. Il piano prevede la riassunzione di 220 lavoratori nel 2012,di cui 13 a tempo indeterminato, 258 nel 2013 (a condizione che sia stato conseguito un fatturato minimo di 14,4 milioni di euro relativo all'area IT di Agile e che i pagamenti dei clienti non superino in media i 180 giorni) e nel e 358 nel 2014 (a condizione che sia stato conseguito un fatturato di 18,7 milioni di euro). L'accordo è ora al vaglio dei lavoratori che hanno l'ultima parola sul via libera definitivo. LAZIO ALCATEL LUCENT Numero di lavoratori: 2.200 Lavoratori a rischio: 150 In questo momento, in Italia, il problema del gruppo Alcatel-Lucent è relativo ai centri di rice…

IDEAL STANDARD E LUCCHINI

FRIULI VENEZIA GIULIA IDEAL STANDARD Numero di lavoratori: 1.750 Lavoratori a rischio: 500 In tutti gli stabilimenti della Ideal Standard a Brescia, Orcenico e Trichiana, i dipendenti sono in contratto di solidarietà scaduto a fine 2011. Nessuno dei lavoratori è stato licenziato. Non c’è ancora un accordo con le parti sociali sul futuro dell’azienda. FRIULI VENEZIA GIULIA LUCCHINI / SEVERSTAL Numero di lavoratori: 2.800 Lavoratori a rischio: 500 La vicenda della Lucchini, dal marzo 2010 di completa proprietà della Severstal, è una storia unica nel panorama delle crisi italiane. Alexei Mordashov, rampante magnate russo alla guida della Severstal, e quindi padrone della Lucchini, ha dichiarato all’inizio dell’anno di voler uscire dall’Italia, ovvero chiudere gli stabilimenti e la produzione nella penisola poco dopo averne comprato gli asset. Sulla sede italiana grava infatti un debito da 700 milioni di euro, che impedisce l’accesso alla liquidità necessaria per comprare le materie prim…

ELECTROLUX E CAFFARO

FRIULI VENEZIA GIULIA CAFFARO (ex Snia) Numero di lavoratori: 350 Lavoratori a rischio: 200 La Caffaro è entrata in amministrazione straordinaria un paio d'anni fa. In Italia aveva due stabilimenti, a Brescia e a Torviscosa, in provincia di Udine. Lo stabilimento di Brescia è stato acquisito dal gruppo Todisco, che ha rilevato il sito assumendo poco più di metà dei dipendenti, circa quaranta persone. Dopo un primo scontro con le organizzazioni sindacali si è arrivati infine a un piano condiviso che prevede investimenti per la ripresa d'attività nel sito. In questo momento le Organizzazioni sindacali stanno chiedendo insistentemente venga presentato, in presenza del ministero, il nuovo piano industriale, dal momento che dal giorno della cessione definitiva gli unici investimenti nell'area sono stati fatti per la manutenzione e non per l'innovazione degli impianti. Ai dipendenti rimasti esclusi dall'assunzione è stata offerta la mobilità volontaria o una proroga del…

NUOVA PANSAC E OERLIKON

EMILIA ROMAGNA NUOVA PANSAC Numero di lavoratori: 850 Lavoratori a rischio: 400 La Nuova Pansac è una delle aziende leader del settore chimico in Italia. Negli ultimi anni è stata al centro di una complessa procedura fallimentare seguita all’amministrazione di Fabrizio Lori. L’azienda ha stabilimenti inl Veneto (Portogruaro, Mira e Marghera), in Emilia Romagna (Ravenna) e in Lombardia (Zingonia). Nello stabilimento di Marghera ci sono 25 dipendenti in cassa integrazione a rotazione su 100 che lavorano nello stabilimento. Lo stabilimento di Ravenna, pur funzionando ancora, nelle intenzioni del piano siglato al ministero dello sviluppo sarò presto chiuso. Il laboratorio chimico di Zingonia è attivo a metà e verrà chiuso. Nello stabilimento di Mira, con 10 linee in produzione su 50, sono 450 i dipendenti. Di questi 200 sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore. I dipendenti di Portogruaro, più di un centinaio, sono gli unici che in blocco non stanno ricevendo da mesi lo stipen…

GOLDEN LADY E BURANI

EMILIA ROMAGNA GOLDEN LADY - O M S A Numero di lavoratori: 3.500 Lavoratori a rischio: 350 Sono due i tavoli aperti presso il ministero dello sviluppo economico. Uno riguarda la Omsa di Faenza, dove le 350 dipendenti sono ora in cassa integrazione (in scadenza a maggio 2012) a cui seguirà la mobilità per via della chiusura dello stabilimento. L’azienda ha annunciato la chisura anche delo stabilimento di Gissi, in provincia di Chieti, dove erano impiegati 382 lavoratori.Sul tavolo c’è una possibile riconversione degli impianti. Intanto la produzione è stata spostata in Serbia. EMILIA ROMAGNA MARIELLA BURANI Numero di lavoratori: 1.500 Lavoratori a rischio: 1.200 Mariella Burani occupa in Italia quasi 2000 dipendenti. Da due anni il "Fashion Group", ovvero la società capogruppo di tutti i brand che sottostanno a Mariella Burani, è in amministrazione straordinaria. Il fashion group occupava circa 200 persone, ci cui ottanta sono da tempo in cassa integrazione ordinaria a rotaz…

SELFIN E AGILE

CAMPANIA SELFIN Numero di lavoratori: 140 Lavoratori a rischio: 73 La lunghissima vertenza della ex Selfin, società specializzata nello sviluppo software con importanti commesse per Ibm, è rimasta a lungo bloccata, lasciando incerto il destino dei 130 lavoratori. Circa 60 di questi sono stati rilevati dal gruppo Gpi di Trento. Per i restanti 73 la cassa integrazione scade a maggio 2012, dopodichè è prevista la mobilità. Una decina di loro, lavoratori altamente professionalizzati tra cui molti ingegneri, hanno già dato la loro disponibilità ad essere reimpiegati nei call center del gruppo GPI. EMILIA ROMAGNA AGILE ex Eutelia Numero di lavoratori: 1.900 Lavoratori a rischio: 1.500 Sembrava non esserci via di uscita per i 2000 lavoratori Agile ex Eutelia, da diversi anni in cassa integrazione. A gennaio 2012 è stato però sottoscritto un accordo al ministero dello Sviluppo Economico che sancisce il passaggio dei lavoratori a TBS Group. Il piano prevede la riassunzione di 220 lavoratori n…

JABIL E AIROLA

CAMPANIA JABIL Circuit Numero di lavoratori: 1.350 Lavoratori a rischio: 350 Nel 2010 la Jabil, multinazionale statunitense, ha riacquisito il 100% dell’azienda italiana che aveva ceduto solo otto mesi prima alla Competence. Nella breve parentesti di gestione Competence l’azienda aveva creato un buco di 70 milioni di euro di debiti, che la Jabil, rientrando, si è impegnata a saldare. Nel piano industriale presentato poche settimane fa al ministero dello sviluppo la Jabil Italia prevede la chiusura dello stabilimento di Cassina De Pecchi, che impiega oggi 325 lavoratori, e di quello di Bergamo, con 30 dipendenti. Rimarrebbe solo lo stabilimento di Marcianise, dove lavorano 800 persone. Alla proposta si è alzato il muro delle organizzazioni sindacali, che stanno presidiando in modo permanente lo stabilimento in provincia di Milano. Non essendoci alcuna disponibilità all’apertura da parte dei referenti italiani della Jabil, il ministero dello sviluppo ha scritto una lettera direttamente…

ILMAS E IRIBUS

CAMPANIA ILMAS Numero di lavoratori: 350 Lavoratori a rischio: 200 Dopo due anni di amministrazione straordinaria, l'azienda è stata venduta nella primavera 2011 alla Adler, il cui piano prevede la riassunzione durante il primo anno di 50 dei 166 dipendenti dello stabilimento di Acerra e 80 dei 147 dei siti piemontesi. Nei prossimi due anni saranno assorbiti altri 85 lavoratori, 50 dello stabilimento campano e 35 delle sedi di Rivoli e Orbassano, garantendo l'impiego di 215 dipendenti CAMPANIA IRISBUS Numero di lavoratori: 1.500 Lavoratori a rischio: 1.500 La vertenza coinvolge i 700 dipendenti dello stabilimento di Grottaminarda in crisi da quanto la decisione di Fiat Iveco, proprietaria, di uscire dall’attività. Irisbus si occupa della produzione di autobus per il trasporto pubblico, entrata in crisi con il drastico taglio agli enti locali, non più in grado di sostenere i costi per il rinnovo del parco veicoli, malgrado registrino un tasso medio di vecchiaia del 12% contro …

FIREMA E FORMENTI SELECO

CAMPANIA FIREMA Numero di lavoratori: 600 Lavoratori a rischio: 600 Azienda attiva nella costruzione di convogli ferroviari per il trasporto locale, in amministrazione straordinaria. Nello stabilimento di Tito Scalo, in provincia di Potenza, un centinaio di dipendenti hanno ottenuto a settembre 2011 il rinnovo della cassa integrazione, scaduta a luglio, concessa nei mesi precedenti anche ai 500 dipendenti impiegati a Caserta. Come nel caso di Irisbus, il drastico calo della produzione è dovuto al taglio agli enti locali. Tra le ipotesi al vaglio l’interessamento di Ansaldo. CAMPANIA FORMENTI SELECO Numero di lavoratori: 300 Lavoratori a rischio: 300 Il tavolo al ministero dello Sviluppo Economico si è riunito il 9 gennaio 2012. L'accordo di programma cui fa riferimento la vertenza è di sette anni fa, ma è stato rimodellato più volte. Nell'ultimo incontro è stato ratificato l'ingresso di nuove società, presentate lo scorso ottobre alle organizzazioni sindacali. Le società …

CENTRO SVILUPPO METALLI E FINCANTIERI

CAMPANIA CENTRO SVILUPPO MATERIALI Numero di lavoratori: 300 Lavoratori a rischio: 40 La vertenza del Centro Sviluppo Materiali sembra essere finita, o almeno, le prospettive sono abbastanza rosee. Dopo un periodo di crisi, per cui alcuni dipendenti erano entrati in cassa integrazione, l'azienda è riuscita ad assumere nuove commesse, riprendendo così a lavorare in pieno ritmo. Nel frattempo alcuni lavoratori erano usciti, agganciandosi con la mobilità alla pensione, così che ad oggi non si contano esuberi. Oggi il Centro Sviluppo Materiali impiega circa 300 persone, a Pomezia, Terni e in altri centri sparsi per l'Italia, dalla Sardegna a Bergamo. CAMPANIA FINCANTIERI Numero di lavoratori: 9200 Lavoratori a rischio: 3670 Il drastico piano di riduzione del personale annunciato prima dell’estate sembrava essere stato stato ritirato, ma nel dicembre 2011 l'azienda ha annunciato, a causa del crollo delle commesse, l'apertura di una procedura di cassa integrazione per 3670 …

ALCATEL E BTP

CAMPANIA ALCATEL LUCENT Numero di lavoratori: 2.200 Lavoratori a rischio: 150 In questo momento, in Italia, il problema del gruppo Alcatel-Lucent è relativo ai centri di ricerca e sviluppo. In tutto il mondo Alcatel ne conta 19, ma i dirigenti hanno annunciato una riduzione su scala globale a 9/10 centri di ricerca al massimo. In Italia se ne trovano cinque, a Vimercate, Genova, Rieti, Battipaglia e Bari. Il centro di ricerca di Bari, grazie a una trattativa sindacale, è stato ceduto dal primo novembre a Exteris, una società che si propone di sviluppare software di alta fascia. Dei 32 dipendenti del centro di Bari, alcuni hanno scelto di rimanere nel gruppo Alcatel spostandosi a Vimercate, altri sono passati alla nuova società. Il passaggio sta avvenendo sotto il monitoraggio del ministero dello sviluppo. Nonostante il piano industriale di Exteris sia valido, infatti, la riconversione avverrà in almeno tre anni, e la fase è molto delicata. Negli altri centri di ricerca italiani, Alca…

VIBAC E AGILE

BASILICATA VIBAC Numero di lavoratori: 140 Lavoratori a rischio: 140 Il 19 maggio l’azienda, che si occupa principalmente della lavorazione di film di polipropilene, ha sottoscritto un accordo che prevede il prolungamento della cassa integrazione fino a fine 2011, la ripresa dell’attività a gennaio 2012 grazie ad un nuovo investimento e un reimpiego di 100 dei 140 dipendenti. Il tavolo resta aperto per la verifica della realizzazione dell’accordo. CALABRIA AGILE ex Eutelia Numero di lavoratori: 1.900 Lavoratori a rischio: 1.500 Sembrava non esserci via di uscita per i 2000 lavoratori Agile ex Eutelia, da diversi anni in cassa integrazione. A gennaio 2012 è stato però sottoscritto un accordo al ministero dello Sviluppo Economico che sancisce il passaggio dei lavoratori a TBS Group. Il piano prevede la riassunzione di 220 lavoratori nel 2012,di cui 13 a tempo indeterminato, 258 nel 2013 (a condizione che sia stato conseguito un fatturato minimo di 14,4 milioni di euro relativo all'…

PFIZER E TI AUTOMOTIVE

BASILICATA PFIZER Numero di lavoratori: 40 Lavoratori a rischio: 40 La multinazionale americana ha iniziato cinque anni fa un significativo processo di riorganizzazione. L’ultimo capitolo riguarda il centro di ricerche tossicologiche di Catania, venduto a una società che si occupa di protesi ortopediche che ha rilevato 70 dei 150 dipendenti. Intanto però l’azienda ha annunciato, nell’ambito di un piano europeo di ridimensionamento del proprio organico, la messa in mobilità di 181 informatori scientifici lungo tutto il territorio nazionale. BASILICATA TI AUTOMOTIVE GROUP Numero di lavoratori: 300 Lavoratori a rischio: 50 L'accordo di programma è stato firmato al ministero dello Sviluppo Economico nel febbraio 2011. Ora ci sono 50 persone in cassa integrazione a zero ore, su un organico di 270 persone al momento dell'accordo. Nel frattempo una decina di dipendenti è entrata in mobilità e un reparto è stato spostato a Brindisi. Il reparto di System lavora al 100%. Tutti gli inve…